Mercoledì, 11 Dicembre 2019
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mose venezia“Innanzitutto esprimo la mia vicinanza a tutti i veneziani che la notte passata ed oggi hanno avuto a che fare con un'acqua alta eccezionale, penso che ciascuno di noi abbia visto le immagini. In secondo luogo, mi stupisco di sentire colleghi di tutti gli schieramenti politici che ancora sostengono che bisogna completare il Mose, con un atteggiamento irresponsabile.”

Inizia in questo modo l’intervento del 13 novembre alla Camera dei Deputati della portavoce Silvia Benedetti. La Deputata, assieme alla collega Sara Cunial, non è solo preoccupata del fattore corruzione, che ha portato alla lievitazione dei costi dell'opera, passati dai 2 miliardi preventivati ai quasi 7 miliardi una volta ultimata, ma anche dagli effetti nefasti del Mose sulla laguna. “È incredibile come l’impatto biologico fosse già intuibile quando frequentavo l'Università: stavo preparando la mia tesi di laurea in biologia marina e già era evidente che l’opera avrebbe causato problemi a fauna e flora della laguna di Venezia”. Le deputate Benedetti e Cunial continuano: “In seguito è divenuto evidente l'impatto idraulico ed idrodinamico dell'opera. Questo perché il Mose, invece che proteggere la laguna di Venezia, la svuota dei sedimenti e la rende ancora di più dominio delle acque marine. Assieme ai canali navigabili ed all'eccessiva navigazione, il Mose quindi fa affondare ancora di più la laguna. Gli interventi cui si dovrebbe pensare senza ulteriori ritardi sono quelli che vanno a favorire la risedimentazione della Laguna. Il MOSE inoltre è un’opera superata in quanto prevista per i livelli di acqua alta di 30 anni fa, ma che potrà fare ben poco contro le maree come quella di martedì. Occorre comprendere che eventi come quelli di martedì sono purtroppo destinati a diventare la normalità e potrebbero rendere Venezia la nuova Atlantide. Rinnegare i cambiamenti climatici sempre più evidenti come fa Zaia, oppure chiedere di scavare i canali per far passare le grandi navi per la laguna come Brugnaro e poi parlare di tragedia sono evidenti sintomi di distacco dalla realtà, quasi al limite della dissonanza cognitiva”, termina Benedetti. “Occorrono politiche ambientali incisive ed immediate, perché il pianeta è sull’orlo del collasso e se non si interverrà tra le prime città mondiali a soccombere vi sarà proprio Venezia”.

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